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Carta Tabacco

09

07 novembre 2004

Alpi Carniche Centrali

C.A.I. 401

Passo di Monte Croce Carnico - 1360 m slm

Cima Pal Piccolo (museo all’aperto) - 1866 m slm

2 ore salita — 3 ore discesa (variante su sentiero non segnato)

Percorso ad anello

Difficoltà

Periodo

Sentieri

Partenza

Arrivo

Percorrenza

Monti

Andrea, Fabrizio, Franco, Marco, Paolo.

506 m

Dislivello max

Bassa

A questo punto la mulattiera, o in certi casi quel che ne resta, si innesta nel segnavia 401a  fino ad una piccola chiesetta, per poi proseguire fino alla casa cantoniera sulla strada asfaltata, noi invece, poco prima della chiesetta, seguiamo la mulattiera verso destra che riprende a salire lungo il costone esposto della montagna.

Il Pal Piccolo negli anni della Grande Guerra, fu teatro di impressionanti e drammatici eventi bellici tali da essere difficilmente comprensibili alle generazioni odierne, questa escursione oltre ad essere appagante dal punto di vista naturalistico, consente una sorta di viaggio nella memoria storica di quei luoghi.

Passato il confine con l’Austria presso il P.so di Monte Croce si prosegue per una trentina di metri sulla strada asfaltata fino all’attacco del sentiero (targa gialla con iscrizioni in italiano/tedesco) che sale con moderata pendenza il versante nord-ovest della montagna.

Il sentiero continua a salire con comodi tornanti e nei punti leggermente più ripidi è presente anche un cavo metallico come aiuto. Salendo di quota la vallata sottostante si apre maggiormente in tutta la sua bellezza con i colori autunnali che dipingono i pendii sotto il Polinik che si innalza tra le basse nubi che seguono il senso della vallata.

Gia dopo pochi minuti di cammino si scorgono su una piccola cresta le prime fortificazioni austriache che emergono dalla rada vegetazione, in breve le raggiungiamo sulla sommità di una piccola sella che apre lo sguardo al fondovalle opposto.

Ancora qualche lungo tornante poi il sentiero prende ad accentuare la pendenza fino a raggiungere due grosse cavità nella roccia: altre postazioni. Da qui fino alla vetta (che in ogni modo in questo percorso ha un importanza relativa) ci si ritrova in un continuo susseguirsi di costruzioni, cavità nella roccia, trincee e camminamenti che ricoprono l’intera parte superiore della montagna da ogni suo lato, non vi è un sentiero preciso anche se alcune segnalazioni e targhette aiutano l’escursionista in una sorta di visita guidata in questo museo all’aperto vero e proprio.

Tutto il complesso è stato magistralmente restaurato nelle sue architetture originali, sembra che il tempo si sia fermato a quegli anni per come sono mantenute le postazioni, inoltre vari cartelli bilingui descrivono le funzionalità delle varie costruzioni e i loro nomi usati in battaglia.

 

I pensieri vanno certamente agli uomini che popolavano quelle trincee e alle condizioni disumane a cui erano sottoposti dalla guerra e dagli inverni, con i fronti contrapposti che in un punto della montagna distavano meno di cinquanta metri, non si può fare a meno di fermarsi a riflettere.

Seguendo il segnavia 401 si comincia a perdere quota sul versante italiano della montagna, ora invece di seguire la “via normale” per la discesa decidiamo di seguire una vecchia mulattiera segnata sulla carta con un tratteggio nero, poco frequentata dagli escursionisti, ma che si immerge in una stupenda e ampia gola fino a condurci a C.ra Pal Piccolo, situata in un luogo isolato ma molto suggestivo da cui si domina parte della vallata del But .

Si risale di circa 200 metri  con stretti tornanti e si guadagna una sella (1640 m slm) dove ci appare una costruzione piuttosto singolare: un fortino all’interno di una caverna, e anche piuttosto grande. Il sentiero costeggia la costruzione salendo ancora , ci accompagna la prima neve della stagione e tutto diventa molto più suggestivo, raggiungiamo un falso piano e qui finalmente ricominciamo a scendere fino ad incrociare nuovamente il sentiero 401.

Scendiamo veloci verso il passo costeggiando le lisce pareti della palestra di roccia su di un sentiero di sassi reso viscido dall’umidità e da una FITTA NEVICATA DURATA POCHI MINUTI, fino a raggiungere il nostro punto di partenza.